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La culinaria spagnola, la cucina mondiale, i gourmet, l'arte,... il mondo gastronomico è in festa, felice, contemplando la raccolta e riprendendo fiato dopo uno sforzo di molti anni. Il motivo non è altro che al fenomeno Ferran Adrià si aggiunge ora il fenomeno Quique Dacosta. La sua capacità creativa lo colloca già al vertice mondiale. Dopo il genio di Roses, riconosciuto a livello internazionale, si consolida il genio di Denia, destinato alla gloria.
Rafael García Santos
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Al di là di Ferran Adrià e della sua équipe di collaboratori, c'è un gruppuscolo di cuochi (Joan Roca, Andoni Aduriz, Dani García, Josean Martínez Alija), seconda e terza generazione dell'avanguardia spagnola, i cui metodi di lavoro creano mode e sviluppano tendenze. Le loro tecniche rivoluzionarie trasformano il modo d'intendere la cucina, vengono copiate in altri paesi e stanno influendo con forza in Occidente. Tra questi, in un luogo preminente, si trova Quique Dacosta, proprietario di Quique Dacosta Restaurante (Denia, Alicante), un crack della sua professione che da anni si va aprendo strada per sentieri inediti.
Non è strano che il suo menu degustazione denominato Universo Locale (13 minipiatti e due dessert) costituisca un'evocazione della natura e una tentazione cromatica per i sensi. Guarnito di grandi materie prime e con il supporto di una tecnica portentosa, Dacosta converte il piccolo in grande e tira fuori faville anche dai particolari più insignificanti.
J. Carlos Capel
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Naturalezza, leggerezza, sapore. Tre chiavi per comprendere Dacosta, che non rinuncia in nessun momento al prodotto della massima qualità, che non necessariamente deve essere il più caro: i suoi lavori sul riso o sui germi hanno fatto scuola. Utilizza le migliori materie prime della zona, ma anche quelle della dispensa globale. Se con i gamberi rossi di Denia fa vere meraviglie, il suo trattamento del foie-gras, sbollentato e laccato, è veramente spettacolare. La sua cucina parte dal Mediterraneo per diventare universale attraverso l'equilibrio e la nitidezza di sapori, l'apparente semplicità di realizzazioni tecnicamente perfette mediante le quali raggiunge sottili contrasti e armonie. E questo è ciò che lo converte in un punto di riferimento imprescindibile dell'avanguardia culinaria spagnola. Perché Dacosta è un cuoco con una linea propria, di quelli che creano tendenze, un qualcosa che è solo alla portata dei più grandi.
Carlos Maribona
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La cucina di Dacosta è di una apparente e disarmante semplicità. Le materie prime sono della sua terra e del suo mare, il tonno così diventa la "fiorentina di Denia", con la ventresca cotta per tre ore a bassa temperatura. Ogni proposta è di una estrema pulizia di linee, non ci sono effetti speciali, almeno non pacchiani e gratuiti, nel senso che ogni prodigio è pensato per il risultato nel piatto, non per fare concorrenza a Guerre Stellari. Lui si considera una sorta di mago, uno di quei prestigiatori che hanno i loro trucchi e più sono bravi e meno riesci a intuire dove sta l'inghippo quando fanno uscire un coniglio dalle mani serrate.
Paolo Marchi
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Costa bravo!
Il giovane prodigio esplora tutti gli aspetti dell'universo vegetale, dalle radici ai cactus del deserto.
Un (primo) pasto da Quique Dacosta non si dimentica più (.). Attraversato il giardino, si entra nel ristorante: rassicurante, spazioso, dalle linee chiare, un po' freddo. In linea con la cucina di Quique Dacosta.
Luc Dubanchet